lunedì 28 gennaio 2013

John Carter



Un soldato americano di inizio '900 (John Carter) viene scaraventato da un antico manufatto su Marte. Sì, su Marte si respira e sì, su Marte c'è gente. Grazie alla bassa gravità il nostro John, è in grado di fare salti lunghissimi, sollevare grandi pesi ed è in generale in possesso di una grande forza (secondo che principio non si sa, ma stiamo al gioco...), e quando sei forte e circondato da tante creature/alieni è inevitabile farsi coinvolgere in qualche disputa/scontro/guerra...
La storia, una via di mezzo tra "Avatar" e il fumetto "Planet Hulk", ha la solita formula già collaudata, quindi piace anche se manca di originalità.
Belle ambientazioni, città, palazzi e tutto, idem per i costumi (a parte quello del protagonista, fedele all'iconografia originale, ma imbarazzante) ed effetti speciali.
Manca però qualcosa al film, la trama viene presentata in modo banale, la regia non convince e viene da chiedersi se il film invece che dalla Disney, che punta ad un pubblico di famiglie, fosse stato prodotto da qualcun'altro, sarebbe uscito fuori un film più interessante? Taylor Kitsch, il protagonista, non convince nè come aspetto, nè per l'interpretazione.
Quando dico che la storia è una via di mezzo tra "Avatar" e "Planet Hulk", non lo dico perchè sembra che abbia copiato entrambi, anzi, sono proprio queste opere che si sono ispirati ai racconti di John Carter.

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Wiki John Carter (personaggio)

domenica 27 gennaio 2013

Premio FasecriticOscar 2012 per i Migliori Costumi

Altra categoria "minore". Si valutano i vestiti, come si adeguano all'ambientazione e alla storia, e il trucco.

 Premio FasecriticOscar 2012 per i Migliori Costumi 

sabato 26 gennaio 2013

Cloud atlas



Il compito, quello di trasporre un romanzo che si svolge in 6 epoche diverse e in cui la narrazione non procede in modo lineare, non è dei più facili, ma credo che il team registico (composto dai fratelli Wachowski e Tom Tykwer) abbia trovato il modo di far quadrare il cerchio. La particolarità della trama è stata sfruttata al meglio, per dosare tutti gli elementi durante l'intera durata del film, che sa mantenere l'attenzione alta. Certo seguire sei storie con tutti i diversi personaggi non è un lavoro facile, ma le epoche storiche nettamente diverse sono un riferimento nello zapping temporale.
Si rivela un' arma a doppio taglio l'uso degli stessi attori per le diverse parti: crea un maggiore legame tra i diversi filoni, sottolineando come tutte le esistenze siano legate tra loro, ma mentre lo si guarda ci si distrae cercando di individuare l'attore dietro al trucco. Da un punto di vista puramente tecnico, devo comunque dire che il trucco è di alto livello (Halle Berry caucasica, la coreana Bae Doona nei panni di una donna bianca dai capelli rossi con tanto di lentiggini) con alcune eccezioni come gli attori occidentali che passano difficilmente per uomini orientali o Hugo Weaving in versione infermiera (qui però credo che si volesse creare la macchietta, all'interno della storia più "comica" del film).
Il cast al completo si trova nella stimolante condizione di spaziare tra ruoli diversi, cavandosela generalmente bene, aiutati nell'immedesimazione dal trucco già citato.
La storia in sè è bella e vengono toccati un po' tutti i generi dalla fantascienza, all'avventura passando per il sentimentale e il drammatico e con qualche accenno alla commedia e all'azione...
Purtroppo però non tutti i fili narrativi si collegano bene agli altri e alcuni particolari vengono lasciati inspiegati (ad esempio la voglia a forma di cometa di alcuni protagonisti), e mi chiedo quanto sia una mancanza del libro piuttosto che del film stesso.
Non male, ma è uno di quei film da rivedere per capirlo meglio.

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venerdì 25 gennaio 2013

Paradiso amaro



Mentre la moglie sta morendo in ospedale, in seguito ad un incidente nautico, un uomo (George Clooney) scopre che lei lo tradiva. Il lutto (o futuro tale) è un argomento triste, ma qui viene trattato con delicatezza, senza cercare per forza le lacrime. Aiuta anche in questo senso la scelta del trucco: di solito quando si vede sullo schermo qualcuno in coma spesso lo si vede tutto bello riposato e truccato (manco fosse la Bella addormentata), qui invece si rende la cosa un po' più veritiera. Bene.  
Non si vedono spesso film ambientati alle Hawaii, almeno non nelle Hawaii della vita di tutti i giorni, non sono le loro spiagge e il loro mare i protagonisti di questo film, ma c'è comunque modo di vederne i bei paesaggi grazie ad un'ottima fotografia (e se me ne accorgo io), e di sentirne le musiche, praticamente tutte del posto (una colonna sonora "km 0"). 
Al contrario di molte altre volte, il titolo italiano è più azzeccato di quello originale, traducibile con "i discendenti" o "ereditieri". Certo, in effetti il protagonista è ereditiere di una grossa fortuna perchè discendente di una ricca famiglia, ma non è certo questo elemento al centro del film, mentre viene messo subito in chiaro che nonostante vivano in un paradiso, anche gli hawaiani hanno i loro problemi della vita di tutti i giorni.

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giovedì 24 gennaio 2013

Premio FaseCriticoscar 2012 per le Migliori Musiche

Non mi intendo tanto di colonne sonore, anche perchè ci faccio poca attenzione se non in casi particolari.
É comunque giusto premiare anche questa categoria.

 Premio FaseCriticoscar 2012 per le Migliori Musiche 

mercoledì 23 gennaio 2013

21 Jump street



Il film è tratto da una serie poliziesca (a cavallo degli '80-'90), in cui i protagonisti si fingono studenti liceali per combattere la criminalità giovanile.

Non mi aspettavo molto, la serie non la conoscevo (a dire il vero non la conosco ancora adesso), quindi l'approccio era piuttosto diffidente, anche perchè dal trailer è chiaro che il film tenda al comico, diversamente dall'originale. Con piacevole sorpresa l'ho trovato divertente grazie ad alcune trovate geniali, il cui esempio massimo è una scena in cui i protagonisti sono sotto acidi (se ne vedono ormai tante nei film, ma questa le batte tutte). Il film sa giocare molto sulle sue origini televisive (facendone riferimento in qualche battuta che sottolinea la mancanza di idee nel mondo del cinema) e sui clichè del film poliziesco. Forse non sa fare altrettanto per uscire dal classico schema della commedia, infatti si registra una leggera flessione all'inizio del secondo tempo.
La coppia Hill-Tatum è un po' strana, ma funziona bene. In particolare Tatum, l'anello debole non essendo abituato ai ruoli comici, non se la cava male.

Edit:  Dimenticavo un piccolo particolare: la serie 21 Jump street, è quella che ha lanciato Johnny Depp.

Degna conclusione per una scena indimenticabile.


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martedì 22 gennaio 2013

Premio FasecriticOscar 2012 per il Miglior Film Comico

Sono presi in considerazione non solo i film strettamente comici, semplicemente quelli che fanno ridere (volontariamente).

 Premio FasecriticOscar 2012 per il Miglior Film Comico